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Storia

Da vicus romano a città

L'origine di Dalmine è molto antica.

Presso Sforzatici sono stati rinvenuti presso Oleno alcuni reperti di origine romana, che consistono nei resti di un'edificio sacro e di un sepolcro, oltre che in diverse epigrafi.

Dove

Esisteva dunque un vicus romano già di un certo spessore.

Ma non solo, ritrovamenti presso Mariano di corredi sepolcrali risalenti al periodo tardo-gallico dimostrano che il territorio dalminese era abitato fin dal I secolo a.C.

Fortificato nel Medioevo,  di queste opere di fortificazione rimangono la Torre Camozzi e la chiesa di S.Giorgio.

In quel periodo gran parte del territorio dalminese era in mano alla congregazione dei Canonici Lateranensi del Santo Spirito.

Dalmine seguì le vicissitudini di Bergamo: dal XV secolo al 1797 rimase sotto la Repubblica di Venezia e successivamente passò alla Repubblica Cisalpina.

Dal 1815 entrò a far parte del Regno Longobardo-Veneto e nel 1859 venne inglobato nel Regno d'Italia.

Dalmine

Precedentemente all'anno 1598 le chiese del territorio dalminese erano di pertinenza del vicariato di Pontirolo ; successivamente passarono a Verdello (sempre sotto Milano).

Dal 1796 tutte le chiese passarono sotto la diocesi di Bergamo.

Le loro proprietà passarono alla fine del Settecento ai Conti Camozzi, tra cui ricordiamo il garibaldino Gabriele.

Sua figlia sposò il Conte on.le Danieli, deputato al Regio Parlamento, grazie al quale la società Mannesmann installerà proprio a Dalmine la propria fabbrica, trasformando il villaggio in un centro industriale.

Nei primi dei Novecento infatti la maggior parte degli abitanti apparteneva alla classe operaia che lavorava nel grande stabilimento metallurgico locale costruito nel 1908 dalla Società tedesca Mannesmann, che produceva tubi in acciaio: venne chiamato Dalmine s.p.a.

Si trattava di una produzione praticamente senza concorrenti in Italia e numerose commesse furono eseguite per le ferrovie, per il settore militare e per quello delle infrastrutture. L'azienda entro 10 anni si sviluppò su un'area di ben 510 mila metri, rivenduti dai conti Camozzi, che a loro volta li avevano acquisiti dai Canonici Lateranensi di Santo Spirito di Bergamo.

Nelle frazioni l'attività principale rimaneva invece l'agricoltura.

Attorno a questa fabbrica si sviluppa una vera e propria città, che vene riconosciuta come comune nel luglio 1927.

Il 6 luglio del 1944 Dalmine fu bombardata dagli americani poiché nello stabilimento venivano prodotti bossolotti e siluri per le armi tedesche.

Il 3 Dicembre 1962 venne acquisita la frazione di Guzzanica, sottraendola dal comune di Stezzano.

Nel 1994, precisamente il 24 marzo, con DPR Dalmine è stato nominato città

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Il Portale sul comune di Dalmine, città in provincia di Bergamo e uno dei principali poli industriali della Regione Lombardia: informazioni generali, fiere, cenni storici ed attrazioni turistiche
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